Un contributo dal campo
Nei nostri blog ospitiamo prevalentemente contenuti dedicati all’informazione avicola, alla divulgazione tecnica e alla lotta contro semplificazioni e fake news che spesso circondano il mondo degli allevamenti. Per questo motivo abbiamo accolto con interesse la proposta di Bashir Saeed Ali, supervisore avicolo che opera ad Aden, nello Yemen. Il suo contributo non vuole presentare una soluzione universale, ma raccontare un’esperienza maturata in un contesto particolarmente difficile: l’allevamento di polli da carne in capannoni aperti, in una delle aree più calde della Penisola Arabica, dove durante i mesi estivi le temperature possono superare stabilmente i 40 °C. Lo stress termico rappresenta infatti una delle principali sfide per il benessere e la produttività dei polli da carne nelle regioni calde del pianeta.
Di seguito proponiamo il suo racconto, rielaborato per facilitarne la lettura mantenendone contenuti e impostazione.
Sopravvivere al caldo estremo: l’esperienza di un allevamento avicolo ad Aden, nello Yemen
di Bashir Saeed Ali
Presso l’allevamento Bin Salem Al-Zamari di Aden alleviamo polli da carne Ross 308 in condizioni climatiche che metterebbero a dura prova qualsiasi sistema produttivo. Durante l’estate le temperature ambientali possono raggiungere e superare i 42 °C, con picchi ancora più elevati nelle ore più calde della giornata.
A differenza di molte strutture moderne, i nostri allevamenti sono aperti e non dispongono di sistemi di raffrescamento evaporativo, pannelli cooling o ventilazione forzata. In questo contesto abbiamo imparato che l’osservazione quotidiana degli animali e la precisione gestionale possono diventare strumenti altrettanto importanti della tecnologia.
Ogni mattina iniziamo il lavoro prima dell’alba. Alle cinque entriamo nei capannoni per osservare il comportamento dei polli, convinti che i segnali mostrati nelle ore più fresche anticipino spesso ciò che accadrà durante il periodo di maggiore stress termico della giornata.
La sfida del caldo
Lo stress da calore è il principale nemico dei nostri allevamenti. Nelle ore comprese tra le 14 e le 16 i polli tendono a manifestare affanno respiratorio, riduzione dell’ingestione di mangime e maggiore vulnerabilità alle perdite. Per questo abbiamo sviluppato un protocollo gestionale a basso costo basato soprattutto sulla corretta gestione di acqua, alimentazione, densità e lettiera.
Il protocollo adottato
Per un lotto di circa 7.000 broiler Ross 308 adottiamo alcune misure operative costanti.
Gestione dell’acqua – Le linee vengono sciacquate periodicamente durante le ore più calde per evitare il surriscaldamento dell’acqua. Intorno a mezzogiorno utilizziamo un sistema artigianale che consente di aggiungere ghiaccio ai serbatoi. Nelle ore centrali della giornata integriamo inoltre vitamina C nell’acqua di bevanda.
Gestione della densità – Dopo il 28° giorno manteniamo una densità di circa 28 kg per metro quadrato, equivalente a circa 8 animali per metro quadrato.
Gestione alimentare – Per limitare la produzione di calore metabolico nelle ore più critiche, la maggior parte del consumo alimentare viene spostata durante la notte. Tra le 11 e le 15 l’accesso al mangime viene limitato, mentre la distribuzione principale avviene nelle ore più fresche.
Lettiera e monitoraggio – La lettiera viene mantenuta a una profondità di circa 7-8 cm e rivoltata quotidianamente. Durante la notte vengono effettuati controlli regolari per monitorare comportamento, distribuzione degli animali e condizioni ambientali.
I risultati osservati
Secondo i dati raccolti dall’allevamento in un ciclo produttivo concluso nell’aprile 2024:
Questi risultati sono stati ottenuti in un sistema di allevamento aperto e senza impianti di raffrescamento meccanico.
Una lezione imparata sul campo
La principale lezione che abbiamo appreso è semplice: prima ancora della tecnologia occorre osservare gli animali. I polli comunicano continuamente il loro stato di benessere. Spesso ciò che mostrano alle prime ore del mattino permette di capire se il gruppo sarà in grado di affrontare le temperature più elevate del pomeriggio. Nelle nostre condizioni operative, attenzione quotidiana, disciplina gestionale e piccoli interventi a basso costo si sono rivelati strumenti fondamentali per affrontare il caldo estremo.
Informazioni sull’autore
Bashir Saeed Ali è supervisore avicolo presso l’azienda Bin Salem Al-Zamari Farm di Aden, Yemen. Si occupa della gestione di polli da carne Ross 308 in sistemi aperti soggetti a elevate temperature ambientali.
Email: bashir.jobcanada2026@gmail.com
LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/bashir-saeed-b44428431/
Località: Aden, Yemen
Una precisazione per il lettore
I dati riportati dall’autore derivano dalla sua esperienza diretta e dalla documentazione aziendale relativa a un ciclo produttivo specifico. Non abbiamo la possibilità di verificarli autonomamente e pertanto li proponiamo come testimonianza professionale, non come dimostrazione scientifica.
Ci è sembrato tuttavia interessante pubblicare questo contributo perché racconta una realtà poco conosciuta: l’allevamento di polli da carne in condizioni climatiche estreme e con disponibilità tecnologiche molto diverse da quelle cui siamo abituati in Europa. Al di là dei numeri, il valore del testo risiede soprattutto nella descrizione delle pratiche gestionali adottate e nelle riflessioni maturate sul campo.
Altre fonti sul tema:
https://www.mdpi.com/2674-1164/3/2/10
https://www.frontiersin.org/journals/veterinary -science/articles/10.3389/fvets.2023.1255520/full