Le strisce bianche (dette anche white striping) possono riscontrarsi in alcuni petti di pollo in commercio.
È un tema che sta alimentando diffuse prese di posizione di attivisti, di persone poco informate e addirittura di alcuni veterinari le cui affermazioni vengono riprese da giornalisti più o meno animati da buoni intenti, ma sempre molto poco al corrente di come stanno le cose.
Non stupisce che la scarsa informazione generi fake news, perché il settore avicolo è uno di quei settori che è sempre molto restio a raccontare come funziona la sua filiera, soprattutto perché teme che il suo impegno di ricerca venga travisato e strumentalizzato da chi è animato da intenti animalisti idealizzati. Per contro il silenzio e la scarsa attitudine ad “aprirsi” genera nei consumatori fantasie che distorcono la realtà di un comparto che non ha nulla da nascondere, ma teme la cattiva interpretazione del proprio ruolo di fornitore di proteine sane ed accessibili.
Stupisce soprattutto che alcuni veterinari facciano affermazioni molto simili a quelle degli attivisti: possiamo dedurre che questo dipenda dal fatto che, molto probabilmente, costoro non vivano in stretta relazione con la parte scientifica e di ricerca che governa il settore avicolo e che quindi non siano al corrente del fatto che si tratta più di difetti che hanno a che fare con “l’estetica” e destinati a scomparire mano a mano che la selezione genetica (costante) procede. I polli di oggi sono infatti migliori dei polli di ieri e il “peggior” pollo di oggi è nettamente migliore del pollo di ieri… semplicemente perché la genetica nel settore è sempre al lavoro.
Insomma assistiamo a gruppi più o meno nutriti di persone che non perdono occasione per prendere spunto, da qualunque aspetto o sfaccettatura riscontrabile in un allevamento o sugli animali, per attaccare le produzioni avicole che sono invece una delle eccellenze produttive nel settore alimentare. Una realtà che produce nel rispetto delle leggi europee, dà lavoro a decine di migliaia di persone e soprattutto riesce a soddisfare (a prezzi accessibili a tutti) le esigenze nutrizionali di tutte le fasce sociali della popolazione, soprattutto di quelle economicamente più deboli (purtroppo in continua crescita da almeno due decenni).
Questa abitudine a lanciare strali o commenti fuori controllo, spesso molto opinabili, senza basi scientifiche e basati su ideologie estremiste, genera da tempo perplessità e timori nei consumatori che assumono comprensibilmente atteggiamenti di “cautela alimentare” che hanno però motivazioni più emotive (indotte) che razionali.
In questo blog cerchiamo costantemente di intercettare le cause dei timori dei consumatori, offrendo loro informazioni basate su fatti reali e argomentazioni scientifiche forniteci da ricercatori, funzionari delle Autorità Sanitarie e da veterinari esperti del settore. Tuttavia tuteliamo sempre le nostre fonti evitando di palesarne i nomi per motivi, speriamo evidenti, di salvaguardia della loro tranquillità che potrebbe essere minacciata da “esagitati” che non mancano mai.
Pertanto vi presentiamo le osservazioni scientifiche più rilevanti che abbiamo sintetizzato di seguito:
Le strisce bianche presenti sulla superficie del muscolo del petto di pollo possono variare in quantità e spessore e possono anche non esserci.
Quando ci sono, si tratta di tessuto adiposo che si deposita tra i fasci di fibre muscolari durante la normale crescita muscolare e lo sviluppo dell’animale.
Si possono trovare in tutte le razze di pollo commerciali, incluse quelle a crescita più lenta e nella produzione biologica.
Non vi sono prove scientifiche che le striature bianche siano associabili a condizioni patologiche o a malattie e la loro presenza non comporta alcun rischio per la salute umana.
Non vi sono prove che abbiano effetti negativi sul benessere degli animali allevati, che infatti mostrano un comportamento normale, non manifestano alcun sintomo di malessere o malattie e hanno crescita e prestazioni biologiche assolutamente nella norma.
Gli animali destinati alla filiera alimentare umana, non possono (per legge e per buonsenso) essere affetti da alcuna patologia. Se tuttavia capita che un animale affetto da una patologia giunge per errore ai macelli autorizzati e controllati, viene escluso direttamente dalle Autorità Sanitarie, per legge sempre presenti nei macelli di tutta Europa.

Le Autorità Sanitarie preposte al controllo sugli allevamenti e sui macelli, vigilano infatti costantemente tramite audit, ispezioni e frequenti campionamenti, per garantire che le produzioni destinate al consumo umano, rispettino il livello qualitativo, organolettico e sanitario che i legislatori richiedono per i consumatori europei.
Gli standard di qualità alimentare europei sono i più alti al mondo, motivo per cui, qualsiasi Paese terzo che voglia esportare prodotti alimentari nell’Unione Europea, deve innalzare il livello qualitativo delle sue produzioni e adottare una sorta di doppio binario produttivo nel proprio territorio. Su questo punto le relazioni con la politica nazionale sono curate da associazioni del settore avicolo il cui ruolo è prevalentemente quello di mediare e comunicare con i governi per tutelare non tanto il settore in sé quanto invece l’importanza che il settore ha ruolo di fornitore di proteine sane ed accessibili.
Uno dei pilastri su cui si fonda la strategia europea sulla qualità degli alimenti “dai campi alla tavola”, è la tutela della salute e del benessere degli animali d’allevamento attraverso la prevenzione delle malattie e, come diretta conseguenza, la tutela della salute del consumatore.
Le strisce bianche sappiamo che compaiono nel petto solo di una parte della popolazione animale: questa osservazione è di fondamentale importanza, perché anche su questi fattori permette di impostare i programmi di selezione genetica che, in modo del tutto naturale, consentono di separare dall’intera popolazione gli animali che le manifestano e di allevare successivamente solo volatili che non abbiano questo difetto.
Nello specifico caso delle strisce bianche, il processo di selezione è già iniziato da tempo e stanno emergendo i primi dati sulla riduzione dell’incidenza delle strisce bianche sul petto dei polli allevati. Per ottenere la loro completa scomparsa, o la riduzione a livelli minimali, saranno sufficienti ancora pochi anni di lavoro.
È importante che i consumatori riescano a informarsi e a comprendere le basi dei metodi di selezione naturale, che sono quelle che permettono di identificare, all’interno delle popolazioni animali, solo quelli che manifestano le numerose caratteristiche positive che faranno crescere le generazioni successive con le migliori caratteristiche di crescita, salute, robustezza, andatura corretta, alta capacità cardiopolmonare, assenza di striature bianche al petto, ecc.
È importante soprattutto perché, avendo l’opportunità di conoscere questi dettagli -oggettivamente poco noti ai più- i consumatori possono rendersi conto di quanto siano false e deformate da ideologie estremiste le dichiarazioni delle associazioni animaliste che descrivono i polli a rapida crescita come “pulcinotti ammalati e deformi, incapaci mantenersi in equilibrio per l’enorme peso del petto”.
È importante anche comprendere che, diversamente da quanto affermano gli attivisti, l’alta produttività si associa positivamente alla salute, al benessere, all’assenza di lesioni negli animali e all’alta sostenibilità dell’avicoltura, perché la gestione degli allevamenti professionali regolari minimizzano gli sprechi di materie prime, l’impronta di carbonio e quella idrica.
Solo queste caratteristiche positive, presenti in tutti gli allevamenti regolari del settore avicolo, permettono di allevare in tutto il mondo, in modo sostenibile, razze in grado di fornire alimenti di alto valore biologico accessibile anche alle popolazioni dei paesi meno sviluppati.
Il benessere degli animali allevati è importante ed è intimamente collegato alla loro salute, come sono importanti anche i valori etici (impliciti nell’intento di rendere accessibile a livello mondiale cibo sano, sicuro ed economico) che devono far parte in modo olistico (che riguarda cioè ogni organismo o sistema nella sua interezza e non solo come composto da singole parti) delle valutazioni sulla realtà degli allevamenti intensivi e sull’allevamento delle razze a rapida crescita.
Altre osservazioni anti-fake le abbiamo indicate anche qui:
https://nutriamocidibuonsenso.it/la-qualita-della-vita-dei-polli-come-e-come-la-racconta-ciwf/