“La responsabilità condivisa tra industria, GDO e comunicazione: perché il consumatore vede solo lo scaffale”

Quando il consumatore compra pollo, vede solo una cosa: la confezione sullo scaffale. Non vede chi ha deciso:

  • come allevare
  • come nutrire
  • come controllare
  • come trasportare
  • come comunicare
  • cosa scrivere in etichetta

Eppure queste decisioni non appartengono a un solo attore. Sono distribuite tra industria, GDO, comunicazione, enti, consulenti, marketing. Questo articolo prova a spiegare perché questa frammentazione crea confusione e sfiducia.

Il consumatore vede il punto finale, non la catena

La filiera del pollo è una catena lunga. Ma il consumatore vede solo:

  • il prezzo
  • la confezione
  • il claim
  • la foto … e attribuisce tutto ciò che non capisce all’“industria”, come se fosse un unico soggetto.

Perché la responsabilità è frammentata

Perché ogni attore decide qualcosa:

  • l’industria decide standard produttivi, controlli, processi
  • la GDO decide prezzi, assortimento, packaging, claim, promozioni
  • la comunicazione decide narrazioni, immagini, rassicurazioni
  • gli enti decidono norme, linee guida, verifiche

Quando la responsabilità è distribuita, nessuno appare responsabile. E quando nessuno appare responsabile, il consumatore diffida e, peggio, fa delle sue supposizioni costruite sul vuoto comunicativo.

Il gioco dello scaricabarile

Quando nasce un problema, spesso accade questo:

  • l’industria dice: “Lo chiede la GDO”
  • la GDO dice: “Lo chiede il consumatore”
  • la comunicazione dice: “Lo chiede il mercato”

 

… e il risultato di questo scaricabarile è che il consumatore non sa chi ascoltare.

Come orientarsi da consumatore

Le domande che aiutano a capire:

  • Chi ha deciso ciò che sto leggendo sull’etichetta?
  • Chi ha interesse a raccontarmi questa storia in questo modo?
  • Chi sta evitando di comparire con un volto?

La responsabilità non è solo tecnica: è narrativa.

Cosa potrebbe fare il settore (senza creare nuovi slogan)

Non serve creare nuovi claim. Serve:

  • chiarire chi decide cosa
  • spiegare i ruoli della filiera
  • mostrare come e perché le decisioni vengono prese
  • evitare la comunicazione “anonima”
  • assumersi la responsabilità anche quando non è obbligatorio

Il consumatore vede solo lo scaffale, ma dietro lo scaffale c’è una filiera complessa. Quando quella complessità viene nascosta, la fiducia si rompe. Quando viene spiegata, la responsabilità diventa visibile. E la visibilità è il primo passo verso la credibilità.

E questo è l’obiettivo che ci siamo dati con www.moreaboutchicken.com e www.nutriamocidibuonsenso.it

Pietro Greppi

consulente per l’etica in comunicazione – mediatore culturale fra chi produce e chi consuma.

 

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Autore: Nbs