Chi ci segue, sa che questo blog è nato per informare correttamente su come funziona il sistema avicolo e soprattutto per arginare le fantasie di quei consumatori che, non sapendo come e dove raccogliere informazioni corrette, spesso ascoltano e seguono fonti che strumentalizzano la realtà e distorcendola. Quelle dei detrattori dell’avicoltura organizzata, producono costantemente pseudo informazioni orientate a rappresentare gli allevamenti come luoghi di privazioni e maltrattamenti, e sviluppano contenuti confezionati per scopi spesso contraddittori.
I lettori di questo blog, navigandolo, possono invece trovare spiegazioni e argomentazioni oneste e attinenti alla realtà scientifica su cui il comparto si basa per il proprio sviluppo, ma soprattutto per fornire fonti proteiche sicure, di qualità e accessibili.
Nel blog abbiamo già riunito alcune delle domande tipiche che circolano fra i consumatori che poco sanno e tuttavia poco riescono a conoscere proprio perché il settore avicolo è poco comunicato (spot commerciali a parte) se non dai suoi detrattori che, come dicevamo, costruiscono scenari verosimili, ma non veri, agevolando lo sviluppo fantasioso di chi li segue.
È fondamentale quindi conoscere le domande più comuni e le critiche che i consumatori si pongono per poter offrire risposte basate sulla scienza e smontare le fake news.
Ecco un elenco di alcune delle domande più frequenti (FAQ) che riflettono le preoccupazioni globali sul settore avicolo, insieme alle risposte che, come scoprirà chi ci segue con costanza, supportano la narrativa del nostro futuro progetto sul Valore Generato Responsabile (VGR) e sul Circuito Digestivo Esteso.
DOMANDA – È vero che i polli da carne e le galline ovaiole vengono trattati con ormoni per crescere più velocemente o per produrre di più?
RISPOSTA – Questa è una fake news diffusa, ma categoricamente falsa. L’uso di ormoni per la crescita è severamente vietato nell’Unione Europea (UE) e in molti altri Paesi, inclusi gli Stati Uniti, da decenni. La rapida crescita dei polli (circa 40 giorni) è il risultato di un intenso lavoro di selezione genetica naturale e di un’ottimizzazione dell’alimentazione e dell’ambiente di allevamento e non certo dell’uso di ormoni. Qualsiasi crescita eccezionalmente rapida non è legata a sostanze illecite, ma all’efficienza biologica.
DOMANDA – La carne di pollo e le uova sono piene di antibiotici? Il loro uso non contribuisce alla resistenza antimicrobica?
RISPOSTA – Gli animali malati vengono trattati con antibiotici, ma la carne e le uova che arrivano in vendita sono sicure. Le normative impongono tempi di sospensione rigorosi dopo il trattamento: l’animale non può essere macellato o le uova non possono essere commercializzate finché i residui di farmaci non sono stati completamente eliminati dall’organismo. Il vero problema, la resistenza antimicrobica, è gestito a livello globale attraverso la riduzione drastica dell’uso di antibiotici a scopo preventivo e l’adozione di un approccio “One Health” (una salute unica per umani, animali e ambiente). Molti allevamenti stanno adottando da tempo il principio “Antibiotic Free” (Senza Antibiotici) grazie a migliori misure di biosicurezza.
DOMANDA – Le uova di galline allevate in gabbia (o a terra) sono meno nutrienti o meno sicure delle uova biologiche o da allevamento all’aperto?
RISPOSTA – Il valore nutrizionale di base (proteine e vitamine) è quasi identico. La composizione del tuorlo (colore e quantità di alcuni grassi) è influenzata principalmente dalla dieta della gallina, non dal metodo di allevamento.
DOMANDA – I metodi di allevamento intensivo condannano gli animali a condizioni di vita inaccettabili? Si possono produrre quantità massicce di cibo in modo etico?
RISPOSTA – Le immagini più estreme non riflettono la realtà della maggior parte degli allevamenti moderni. Il settore è in rapida evoluzione (come dimostra la transizione cage-free negli USA e in pieno sviluppo anche in Europa). La produzione massiccia può essere etica se gestita con responsabilità:
DOMANDA – L’allevamento di polli ha un impatto enorme sul clima e sull’ambiente?
RISPOSTA – Il settore avicolo ha certo un impatto come ogni attività, ma è spesso presentato senza il giusto contesto comparativo. L’impronta ambientale deve essere valutata in relazione al valore nutrizionale fornito (il nostro prossimo studio VGR):
Queste risposte crediamo forniscano strumenti adeguati per inquadrare le preoccupazioni comuni attraverso la lente della scienza, della normativa e dei principi di efficienza etica e produttiva del nostro prossimo progetto sul Valore Generato Responsabile (VGR) e sul Circuito Digestivo Esteso.
Seguiteci.
E per ricevere risposte ad altre domande potete sempre farlo navigando il blog, usando anche la ricerca di parole chiave con lo strumento della lente d’ingrandimento.