Quando il consumatore compra pollo, vede solo una cosa: la confezione sullo scaffale. Non vede chi ha deciso:
Eppure queste decisioni non appartengono a un solo attore. Sono distribuite tra industria, GDO, comunicazione, enti, consulenti, marketing. Questo articolo prova a spiegare perché questa frammentazione crea confusione e sfiducia.
Il consumatore vede il punto finale, non la catena
La filiera del pollo è una catena lunga. Ma il consumatore vede solo:
Perché la responsabilità è frammentata
Perché ogni attore decide qualcosa:
Quando la responsabilità è distribuita, nessuno appare responsabile. E quando nessuno appare responsabile, il consumatore diffida e, peggio, fa delle sue supposizioni costruite sul vuoto comunicativo.
Il gioco dello scaricabarile
Quando nasce un problema, spesso accade questo:
… e il risultato di questo scaricabarile è che il consumatore non sa chi ascoltare.
Come orientarsi da consumatore
Le domande che aiutano a capire:
La responsabilità non è solo tecnica: è narrativa.
Cosa potrebbe fare il settore (senza creare nuovi slogan)
Non serve creare nuovi claim. Serve:
Il consumatore vede solo lo scaffale, ma dietro lo scaffale c’è una filiera complessa. Quando quella complessità viene nascosta, la fiducia si rompe. Quando viene spiegata, la responsabilità diventa visibile. E la visibilità è il primo passo verso la credibilità.
E questo è l’obiettivo che ci siamo dati con www.moreaboutchicken.com e www.nutriamocidibuonsenso.it
Pietro Greppi
consulente per l’etica in comunicazione – mediatore culturale fra chi produce e chi consuma.