Quanto pollo passa nei supermercati, nei fast food e nei ristoranti? (1 di 2)

Anche se va chiarito subito che non esiste una statistica ufficiale unica che dica esattamente “quanta carne di pollo sul totale delle vendite viene realizzata nei fast food e nei ristoranti”, possiamo ricostruire un quadro abbastanza solido usando i dati di settore.

Per capire dove risiedano gli stimoli all’acquisto -e al consumo- di pollo e in che misura questo sia spontaneo o legato al “luogo di consumo”, ho provveduto a fare questa prima analisi (ne seguirà una più dettagliata che trovate qui link a pollo e fast 2) per dare il giusto peso al dato che la carne di pollo registra consumi in crescita.

È infatti importante distinguere dove avviene il consumo (a casa o fuori casa) perché una congiuntura economica (ipotizzabile a breve termine) sposterebbe il consumo dal “fuori casa” verso “a casa” incidendo fortemente sul totale consumato.

L’Italia mangia meno carne rispetto al passato e meno della media europea, ma la carne resta ben salda nel piatto. Le ultime analisi parlano di 78–79 kg di carne pro capite all’anno, con un calo di circa il 2% rispetto al periodo precedente. Agricultura.it ilmiobusinessplan.com La vera novità non è solo “quanto” si mangia, ma “quale” carne si sceglie: la domanda si sposta sempre di più dalle carni rosse alle carni bianche, considerate più leggere e moderne. Alimentando ilmiobusinessplan.com

La filiera avicola racconta un dato particolarmente significativo: nel 2024 gli italiani hanno consumato in media 22 kg di carni bianche a testa, il valore più alto dell’ultimo decennio. la Repubblica Tradotto nell’ordine di grandezza nazionale, significa ben oltre un milione di tonnellate di carni bianche l’anno, con il pollo come protagonista quasi assoluto. Intorno a questo ingrediente ruotano due mondi molto diversi: la cucina di casa, che passa per i supermercati, e il fuori casa, dominato dalla ristorazione e, in particolare, dalle catene di fast food.

Il settore della ristorazione, secondo il Rapporto FIPE 2024, vale oltre 92 miliardi di euro di fatturato e genera un valore aggiunto superiore ai 54 miliardi di euro, con più di un milione di addetti. blog.tilby.com Ristorazione Italiana Magazine Mondoffice Dentro questi numeri c’è di tutto: ristoranti stellati, bar di quartiere, pizzerie, mense aziendali, fast food internazionali. Ed è proprio in quest’ultimo segmento che il pollo assume un ruolo quasi totalizzante.

Se guardiamo ai volumi, però, il grosso del pollo passa ancora dai supermercati. Sulla base dei consumi complessivi e della struttura del settore, è realistico stimare che circa il 60–70% del pollo consumato in Italia venga acquistato nella GDO e cucinato in casa, mentre il restante 30–40% viene consumato fuori casa. In termini assoluti, questo significa che le famiglie italiane acquistano probabilmente oltre un milione di tonnellate di pollo l’anno nei supermercati, mentre la ristorazione ne assorbe alcune centinaia di migliaia.

Dentro la ristorazione, le catene di pollo e i fast food svolgono un ruolo particolare. Anche se non rappresentano la maggioranza del fatturato del settore, per il pollo sono centrali: menu basati su nuggets, crispy chicken, panini e bucket trasformano il pollo nella scelta automatica per il pranzo veloce, la cena improvvisata, il delivery dell’ultimo minuto. È plausibile che il 35–45% del pollo consumato fuori casa passi attraverso questi format, cioè qualcosa come 200.000–330.000 tonnellate l’anno. Il resto si distribuisce tra ristoranti tradizionali, pizzerie, mense e bar.

Il confronto con i supermercati è quindi doppio. Da un lato, il canale familiare domina i volumi: si cucina più pollo a casa di quanto non se ne consumi al fast food. Dall’altro, le catene di pollo dominano la narrazione e la standardizzazione: rendono il pollo un prodotto industriale, uniforme, facilmente replicabile e intensamente promosso.

Sul piano ambientale, questo si traduce in impatti importanti da entrambe le parti. Se consideriamo un fattore medio di 5 kg di CO₂ equivalente per ogni kg di pollo, il consumo domestico può generare oltre 5 milioni di tonnellate di CO₂e l’anno, mentre il pollo che passa dai fast food potrebbe valere tra 1 e 1,7 milioni di tonnellate di CO₂e. A queste si sommano gli impatti specifici della ristorazione: energia per cucine e locali, packaging monouso, sprechi.

NB: la CO₂e (Anidride Carbonica Equivalente) è un’unità di misura standardizzata che converte l’impatto di diversi gas serra (come metano, protossido d’azoto) in un valore unico, paragonabile, basato sulla loro capacità di riscaldare il pianeta rispetto alla CO₂. Si calcola moltiplicando la quantità di un gas per il suo Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP), permettendo di quantificare l’impatto climatico totale in un’unica cifra per confrontare diverse emissioni. 
La CO₂, o anidride carbonica, è un gas incolore e inodore fondamentale per la vita (fotosintesi), ma in eccesso, spesso per l’uso di combustibili fossili e la deforestazione, diventa un potente gas serra che contribuisce al riscaldamento globale; è parte integrante del ciclo del carbonio e si trova in natura, ma le attività umane ne hanno aumentato significativamente la concentrazione atmosferica, con impatti significativi sul clima, e viene usata anche in sistemi antincendio e per gonfiaggio, come nei giubbotti di salvataggio. 

Guardando oltre i numeri, la fotografia che emerge è chiara: i supermercati sono il canale dominante per il pollo in termini di quantità, mentre le catene di pollo sono il motore simbolico e industriale di un certo modo di consumare pollo: standardizzato, veloce, altamente ripetibile.

Chi voglia intervenire su salute, ambiente o benessere animale non può ignorare nessuno dei due poli: serve lavorare sia sulle scelte domestiche, sia sui menu e sulle filiere delle grandi catene.

A questo proposito sarà importante affrontare il Circuito Digestivo Esteso (CDE) come fondamento del Valore Generato Responsabile (VGR), entrambe concetti e opere d’ingegno originali dell’autore © 2025-2026 Pietro Greppi. Tutti i diritti riservati.

Questi temi verranno approfonditi prossimamente.

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Autore: Staff